ARTE FIERA 2019 – L’arte contemporanea, questa sconosciuta

Written by on 10 Febbraio 2019

ARTEFIERA 2019 – L’arte contemporanea, questa sconosciuta

Domenica, 3 febbraio

Ore 16:57… Già due ore che giro per l’esposizione. Pausa tattica per i miei piedi ormai doloranti. €7 un ginseng tazza grande, <<già zuccherato>>, dice il barman, un’acqua piccola, ed un tortino al cioccolato, finto. Appunti per questo articolo (chiamiamolo pure così… è solo la testimonianza di una sensazione di un visitatore affaticato).

Justine Tjallinks

Ho visitato il primo padiglione, il numero 25, di ArteFiera. Anche quest’anno la medesima sensazione degli anni passati: essere in un luogo in cui nessuno ci capisca niente… nessuno qui capisce di arte, o almeno, sono in pochi quelli che ne sanno davvero qualcosa, gli altri, tra cui io, fanno finta, si sostengono il mento con la mano e tamburellano con il dito sul naso per approfondire il primo sguardo superficiale… in realtà, semplicemente, si avvicinano alla tela con il desiderio di poggiarci la mano, cosa vietatissima.

Siamo a Bologna. Qui non ci si riesce nemmeno a far finta di essere gente d’arte… Siamo ancora provincia dell’Impero, dell’Europa… ci sono anche i soggetti stravaganti, ma sono solo scenografia minimal… C’è qualche ricco signore, ben accompagnato, che fa acquisti d’arte. Ma sono pochi, visti i prezzi. Ma si sa, l’arte è così, si vende a molto, almeno i cartellini dicono così. Ma che poi si compri questo è un altro discorso. Tra un po’ riparto per il secondo padiglione.

Intanto alcune cose che mi sono piaciute:

Laurina Paperina

– JUSTINE TJALLINKS: Fondo nero, una bagnante anni ‘40 con cane, sexy (forse non è una bagnante, è che ha una cuffietta che inganna), fondo bianchissimo; una ragazza sexy, nera, con la colomba sul dorso della mano ed un capello afro. Cubista, viso bianco bianco dipinto;

– LAURINA PAPERINA: inferni colorati e psichedelici, sospesi su asteroidi,

Kinky Texas

alla Hieronymus Bosch ma con personaggi contemporanei: diavoli Muppets, Pikachu cornuti, omini Michelin in fuga da demoni forcuti, Leone Cane Fifone finalmente dannato per l’eternità, Topolino con l’ascia che tronca in due Roger Rabbit, mentre questo sgranocchia la sua carota. Nell’altra mano stringe una simpatica mazza chiodata;
– KINKY TEXAS: acquarelli post apocalittici su carta, tecnica mista, 1969… Belli, disegni bellissimi, inquietanti nella loro essenziale drammaticità;
– SYLVANO BUSSOTTI: collage di gaia virilità anni ’60;
– RENATO SPAGNOLI, 1978: “AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…”.

ore 19:00 – Nuova pausa di riflessione. Secondo padiglione, il numero 26, visitato e approfondito. I miei piedi sono ormai un’installazione di arte performativa: “fuoco e calore, piedibus infernii”, questo il titolo (ndr, non conosco il latino!). L’anno prossimo vengo in slippino sgambatissimo anni ‘80.

Renato Spagnoli

Mi sembra il padiglione più ricco dei due. Anche qui poche installazioni, soprattutto quadri, alcuni molto materici, affioranti con superbia della tela. Ci sono tavoli rotondi con compratori in giacca a quadri e stivaletto. Si stringono le mani, si strappano gli assegni, bene così, è una mostra mercato d’altra parte. Nel tour fieristico le persone che si incontrano per i corridoi sono le stesse del flusso precedente nell’altro padiglione. Stessi baffi alla Dalì, portatissimi, stessi tacchi, alcuni davvero esagerati, stessi stivali, in alcuni casi alti alla coscia, stesse macchine fotografiche. Continuo a fotografare:

Piero Gilardi

– PIERO GILARDI: quadri materici, ortofrutticoli, giudicate voi
– MATTIA MORENI “L’ultima sigaretta“, ancora materia che affiora dalla tela, 1989;
– GIORGIO DE CHIRICO: prima della metafisica… Però stava per arrivare, si vede lontano un miglio;

– ROBERTA CONI, 2018: bello il turchese e le lentiggini, che forse lentiggini non sono;

Piera Coni

– GIORGIO TONELLI, 2018: un angolo di strada, un negozio, notte alta, €10.000 (??), una città… I nottambuli di Edward Hopper, senza i “nottambuli”, praticamente
– LUCIANO VENTRONE, 2013: Manuela, finalmente la sincera nudità ci riempie gli occhi;
– GIORGIO BEVIGNANI: “Silenzio nudo”, quattro rossi d’autore, bello;
– JEAN TINGUELY: ancora tre disegni, acquarelli e china, scritte, firme, progetti abbozzati;
– MICHELANGELO PISTOLETTO: questo c’è sempre, specchi dipinti che dipingono chi sta guardando, inglobandoli nell’opera d’arte, un classico.

Jean Tinguely

Luciano Ventrone

 

 

 

 

 

Torno a casa in MOBIKE, non ho comprato nulla, nemmeno una crosta, il tortino mi ha azzerato la liquidità.

Arrileggerci, Davide Grasso.


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